La sostenibilità nel settore dei viaggi è una delle sfide più interessanti dei nostri tempi. Viaggiare è una necessità, un piacere, un istinto naturale degli esseri umani, eppure, negli ultimi anni, chi tiene alla sostenibilità non riesce a farlo senza sentirsi in colpa per l’impatto ambientale che si genera con ogni spostamento. Ma è poi vero che i viaggi sono di per sé scarsamente ecosostenibili? Riccardo Ricci, il nostro Responsabile commerciale per il Business Travel, ne ha parlato con Geco Expo in questa intervista.

 

D: Turismo e business travel: quale categoria ha recepito meglio la chiamata alla sostenibilità?

R: Il settore turistico in genere ha capito prima di tutti che la sostenibilità è l’unica strada per uscire da questa crisi post pandemica. Vediamo sempre più persone che scelgono vacanze all’aria aperta e turismo attivo durante le ferie e sono convinto che la stessa tendenza si replicherà nel Business Travel quando le aziende ricominceranno a viaggiare.

Certo è che le aziende dovranno cambiare prospettiva nell’approccio ai viaggi di lavoro: la travel policy dovrà mettere al centro il benessere e la sicurezza del viaggiatore prima dei costi, e le scelte sulla catena di fornitura dovranno ricadere principalmente su servizi sostenibili. In questa maniera, le aziende otterranno ben due obiettivi dell’ESG (Environmental Social Governance), ovvero il benessere dei propri dipendenti e l’attenzione all’ambiente, che a breve si tradurranno in risparmio per quelle aziende che redigono il bilancio di sostenibilità.

Mi preme ricordare che Alma Travel è stata la prima agenzia di viaggi certificata ESG, ma sicuramente a breve vedremo altre agenzie seguire la stessa strada.

 

D: Il settore dei viaggi è cambiato moltissimo in questi anni. Quali sono, per te, le novità più interessanti in tema di viaggi sostenibili?

R: Nel nostro settore si stanno facendo passi da gigante per affrontare la difficile sfida dell’accordo di Parigi “Agenda 2030” ovvero dimezzare la quantità di emissioni CO2. Molte compagnie aeree come Air France e KLM stanno adottando carburanti SAF che, sebbene meno inquinanti, hanno purtroppo un costo notevole, e la vera sfida sarà quella di un rinnovo completo delle flotte aeree.

Nella stessa direzione si sta muovendo il settore alberghiero: presto assisteremo alla nascita di nuove certificazioni che attestino il reale livello di sostenibilità di una struttura non solo dal punto di vista energetico (già oggi tanti hotel si fregiano del bollino Green, tenendo in considerazione unicamente questo parametro), ma per tutti i consumabili presenti in hotel (detergenti, saponi, contenitori ecc.).
Alma Travel si impegna in maniera attiva con i propri clienti per fornire soluzioni di viaggio sostenibili e fornisce un report dettagliato della CO2 emessa per ogni trasferta che, grazie alla collaborazione con società esterne, viene certificato per essere inserito nel bilancio di sostenibilità.

Vorrei però sfatare il mito che i viaggi siano molto inquinanti. Lo sono solo se non c’è un processo che garantisca controllo e coordinamento con tutti gli stakeholder. Ma cosa dire invece delle riunioni online? Proprio una recente indagine dell’Università del Michigan aveva imputato ai meeting virtuali un tasso di inquinamento importante: una riunione di 6 ore aveva emesso 1324 chili di emissioni di CO2 pari a guidare per 3300 miglia. Un dato che fa sicuramente riflettere e sul quale dobbiamo oggi osservare il tema degli incontri (fisici e virtuali) con prospettive diverse, più sostenibili.

 

D: È possibile coniugare la ripresa del settore con gli obiettivi della sostenibilità?

R: Non è solo possibile ma è un dovere farlo. Sforziamoci di capire che la sostenibilità è fatta di tanti piccoli passi che tutti noi dobbiamo fare verso un bene comune. Una ripresa economica che non guardi alla sostenibilità ci porterebbe all’autodistruzione e, dovremmo averlo capito grazie anche alla pandemia, non possiamo più perdere tempo. Ma attenzione non guardo solo alla ripresa del nostro settore ma anche alla ripresa di un commercio locale grazie al crescente fenomeno dello Smart Working o della Workation, nuova tendenza nel mondo del lavoro agile. Importante è però non replicare gli errori fatti in passato. Spostare il lavoratore dalla sede aziendale ad un nuovo luogo di lavoro comporta dei ripensamenti a livello legale, di sicurezza, sia del lavoratore stesso che in materia di protezione dei dati aziendali, e soprattutto va valutato il reale impatto sulla sostenibilità di una tale scelta. Cerchiamo di pensare prima a tutti questi aspetti prima e non dopo, come solitamente avviene, e ne potremmo trarre tutti beneficio.

 

D: Il settore dei viaggi è cambiato moltissimo in questi anni. Quali sono, per te, le novità più interessanti in tema di viaggi sostenibili?

R: Nel nostro settore si stanno facendo passi da gigante per affrontare la difficile sfida dell’accordo di Parigi “Agenda 2030” ovvero dimezzare la quantità di emissioni CO2. Molte compagnie aeree come Air France e KLM stanno adottando carburanti SAF che, sebbene meno inquinanti, hanno purtroppo un costo notevole, e la vera sfida sarà quella di un rinnovo completo delle flotte aeree.

Nella stessa direzione si sta muovendo il settore alberghiero: presto assisteremo alla nascita di nuove certificazioni che attestino il reale livello di sostenibilità di una struttura non solo dal punto di vista energetico (già oggi tanti hotel si fregiano del bollino Green, tenendo in considerazione unicamente questo parametro), ma per tutti i consumabili presenti in hotel (detergenti, saponi, contenitori ecc).
Alma Travel si impegna in maniera attiva con i propri clienti per fornire soluzioni di viaggio sostenibili e fornisce un report dettagliato della CO2 emessa per ogni trasferta che, grazie alla collaborazione con società esterne, viene certificato per essere inserito nel bilancio di sostenibilità.

Vorrei però sfatare il mito che i viaggi siano molto inquinanti. Lo sono solo se non c’è un processo che garantisca controllo e coordinamento con tutti gli stakeholder. Ma cosa dire invece delle riunioni online? Proprio una recente indagine dell’Università del Michigan aveva imputato ai meeting virtuali un tasso di inquinamento importante: una riunione di 6 ore aveva emesso 1324 chili di emissioni di CO2 pari a guidare per 3300 miglia. Un dato che fa sicuramente riflettere e sul quale dobbiamo oggi osservare il tema degli incontri (fisici e virtuali) con prospettive diverse, più sostenibili.

 

D: Come sono cambiate le esigenze dei vostri clienti in questi due anni?

R: È indubbio che le aziende hanno oggi bisogni diversi, così come esistono esigenze differenti per i loro viaggiatori d’affari. Innanzitutto, i temi della sicurezza sono al primo posto e riguardano non solo gli aspetti sanitari ma anche dei luoghi e dei diversi mezzi per gli spostamenti. La digitalizzazione ha poi cambiato moltissimo il processo della gestione di un viaggio, basti pensare che se prima della pandemia i viaggiatori chiedevano (anzi pretendevano) le comunicazioni e titolo di viaggio via e-mail, oggi grazie alla nostra AlmaApp trasferiamo tutte le informazioni in modo digitale. Vi assicuro che così facendo si ottiene un risparmio notevole di CO2. La spinta verso la digitalizzazione la osserviamo anche con soluzioni di software più evolute o integrazioni verticali operate con i gestionali dei clienti. Prima l’80% delle richieste di trasferta arrivavano via e-mail, ora siamo al 20% via e-mail, 70% via integrazioni software, 10% via self booking tool. Quest’ultima modalità è in continua crescita, tanto che abbiamo sviluppato un self booking intelligente con la possibilità di inserire la travel policy aziendale e l’autorizzazione alla trasferta.

Per fortuna Alma Travel, in 50 anni di onorata carriera, ha visto molte evoluzioni del settore riuscendo a reagire velocemente alle richieste del mercato anche grazie alla grandissima attenzione che ha nei confronti della sua clientela.

 

D: Perché hai scelto di sostenere Geco Expo?

R: Ma scusate conoscete un’altra fiera che parli come voi di sostenibilità? Io non la conosco e sinceramente già dallo scorso anno, quando Daniele Capogna mi ha accennato del progetto, ho dato immediatamente la mia adesione senza pensarci un secondo.

Già molti anni fa ho iniziato a parlare di sostenibilità nel mondo dei viaggi. All’inizio mi sentivo un po’ solo ed incompreso. Ora, ho la possibilità di condividere CON VOI uno spazio virtuale per parlare DI SOLUZIONI REALI; quindi sono io che devo ringraziare voi per l’opportunità che mi date.

 

CREDITS – L’intervista è stata pubblicata su GECO EXPO

Prossima fermata: Workation!

Il 2 marzo alle 15:40 il nostro Riccardo parteciperà come speaker alla tavola rotonda virtuale organizzata da Geco Expo. L’argomento? Il fenomeno del Workation, la nuova tendenza che preannuncia l’aumento del numero di persone che nei prossimi 2 anni prenoteranno soggiorni di piacere svolgendo al tempo stesso le proprie responsabilità lavorative da remoto o durante lo stesso viaggio di business.